Bursaspor: un club titolato composto da un super vivaio e diversi ex della Serie A

La città di Bursa dispone da alcune stagioni di una società calcistica al top in Turchia, dotata di un invidiatissimo palmares: il Bursaspor.

Nonostante siano ormai passati quasi sette anni dal leggendario trionfo nella Süper Lig turca 2009-10, la squadra sopracitata continua tuttora a competere ai massimi livelli calcistici in Anatolia, meritandosi appunto l’appellativo di big club.

A differenza di molte compagini outsider che sono arrivate a compiere insperati exploit, per poi declinare subito o pian piano, la società biancoverde di Bursa ha saputo costruirsi, fortificarsi e mantenersi dopo una splendida cavalcata trionfale pronosticata da pochissimi.

Ma dietro questo club che oggi vanta una Süper Lig, un’apparizione ai gironi di Champions League, diverse partite in Europa League, uno stadio nuovo e super-tecnologico si nasconde una storia di una squadra che ha vissuto di alti e bassi, aggrappandosi a diversi giocatori diventati poi idoli, beniamini o leggende.

Dopo la sua fondazione datata 1963 con seguente iscrizione nella Serie B turca, questa compagine dai colori sociali bianco-verde ha saputo ottenere promozioni e vittorie in campo nazionale (da ricordare la vittoria della Coppa di Turchia del 1985-86 ai danni dell’allora prestigioso Altay), per poi cadere, crollando per manifesta inferiorità in Coppa delle Coppe contro squadre esperte come Dinamo Kiev e Ajax.

A seguito di quelle lontane imprese il Bursaspor si è ridimensionato per lasciare spazio ai giovani da crescere, lanciare e cedere, come il talentuoso poi diventato leggendario Hakan Şükür. Tale strategia ha permesso alla società di incassare, lottando in seguito per la salvezza o poco più.

L’Intertoto Cup ha ridato un briciolo di internazionalità al club a metà anni 90, ma purtroppo l’avventura dei bianco-verdi si è dovuta fermare sul più bello ai quarti, per mano di un’allora forte Karlsruher (compagine oggi famosa per aver lanciato in Germania Hakan Çalhanoğlu).

L’eliminazione e l’addio all’Europa non hanno comunque spento la passione della tifoseria, che si è spesso esaltata di fronte alle giocate di due autentici idoli, che sono stati protagonisti in annate passate non distanti e che oggi purtroppo risultano entrambi deceduti: Majid Musisi e John Moshoeu.

Chiusa la parentesi Moshoeu (ceduto in Sudafrica dove ha chiuso la carriera prima), il Bursaspor nel 2003-04 ha rivoluzionato la rosa, puntando su giovani osservati in giro per l’est Europa, ma i risultati sono stati pessimi: il 16° posto finale nella massima serie ha condannato la squadra al purgatorio della 1.Lig. La seconda serie anatolica non è stata però la tomba del club, che anzi dopo due stagioni in 1.Lig si è rialzato, risalendo con forze giovani e fresche assieme all’Antalyaspor nella Süper Lig turca.

Il ritorno nell’élite calcistica è stato accompagnato subito da alcuni botti di mercato (come l’ex-Cesena Daniel Pancu) che hanno permesso alla squadra di farsi valere e rispettare nella massima serie dopo due anni di 1.Lig.

LA SPINTA DEL VIVAIO E IL SEGUENTE TITOLO

Nel 2008-09 il Bursaspor dei giovani Volkan Şen, Sercan Yildrim, Eren Albayrak e Muhammet Demir ha alzato il livello delle prestazioni, portando i tifosi a sognare un Europa ormai da tutti rimpianta da diverso tempo. La sesta posizione finale però non è bastata a realizzare il sogno europeo.

Ma la vera magia per i tifosi del club e per tutto il mondo del calcio in Turchia, si è compiuta nella stagione 2009-10: sotto la guida di mister Ertuğrul Sağlam, e grazie ai nuovi arrivi Ivan Ergic, Pablo Batalla, Huseyin Cimsir, Ozan Ipek, Tomas Zapotocny (ex Udinese) e Turgay Bahadir, il giovane Bursaspor ha terminato il campionato al primo posto con 75 punti, davanti ai super favoriti del Fenerbahçe, clamorosamente sorpresi, superati e beffati al fotofinish.

Per il club bianco-verde, oltre al gigantesco privilegio di essere il secondo club fuori Istanbul (dopo il Trabzonspor) ad aver vinto la Süper Lig, si sono aperte le porte di una qualificazione storica in Champions League.

Nel 2010-11 per prepararsi ad una incombente lotta nella coppa europea, la società biancoverde ha ingaggiato l’americano Jozy Altidore, lo scozzese ex-Rangers Kenny Miller ed il brasiliano (in futuro, cittadino turco) Vederson.

Ma i nuovi acquisti uniti alla riconferma del vecchio gruppo di eroi non sono stati sufficienti per passare il girone di ferro in Champions. Purtroppo avversari tosti come Manchester United, Valencia e Rangers hanno relegato il Bursaspor in ultima posizione ad un solo punto (con conseguente addio immediato a qualsiasi competizione internazionale).

Il seguente terzo posto finale in campionato ha però compensato la breve presenza europea, ridando appeal internazionale a un club che avrebbe poi proceduto ad acquistare ex giocatori del campionato italiano ed a lanciare nuovi giovani (come di consueto vuole la tradizione della compagine bianco-verde).

Ad inizio della stagione 2011-12 sono sbarcati a Bursa giocatori già noti dal pubblico italiano come Sebastian Frey (ex Inter, Fiorentina e Verona), Taye Taiwo (ex Milan) e Sebastian Pinto (ex Varese Calcio), i quali però non sono riusciti a portare il Bursaspor a nuove vittorie, limitandosi ad una finale di Coppa di Turchia persa ed a fugaci e brevi apparizioni in Europa League, che sono poi costate la fine dell’era Sağlam.

Negli ultimi anni nonostante la poca stabilità degli allenatori sulla panchina del club ed i nuovi arrivi infruttuosi (in termini di trofei vinti e prestazioni europee) di Bakaye Traoré (ex Milan) e Fernando Belluschi (ex Genoa), la società ha fatto da trampolino di lancio per moltissimi giocatori, mantenendo una fama da ottimo club capace di gestire al meglio il talento dei propri giovani tesserati, per poi piazzarli in società prestigiose in cambio di sostanziosi conguagli.

Infatti atleti come Cédric Bakambu, Enes Ünal, Fernandao, Volkan Sen, Ozan Tufan, Serdar Aziz e Sener Ozbayrakli devono parte dei successi della propria carriera all’ambiente ed allo staff tecnico trovato a Bursa.

Lo scorso anno è arrivata una nuova rivoluzione societaria, tecnica e di rosa, che ha visto gli arrivi degli ex Serie A Ricardo Faty (Roma), Cristobal Jorquera (ex Parma e Genoa) e Tomas Sivok (ex Udinese): ai tre sopracitati, al leader argentino, leggenda in città, Pablo Batalla e al nuovo mister spetterà il compito di guidare i nuovi fortissimi giovani in rampa di lancio, che sono Kubilay Kanatsızkuş, Ertugrul Ersoy ed Emre Taşdemir.

Se saranno trofei lo sapremo presto, di certo è già una vittoria per questo club (che solo dieci anni fa era nella Serie B turca) avere uno stadio come la Timsah Arena, un palmarés rispettabile e così tanti giovani del vivaio pronti ad emergere.

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