Nations League: trionfo della Russia a Sochi, Turchia battuta 2-0

Netto passo indietro per la Turchia di Mircea Lucescu in Nations League. La Russia vince quello che era diventato uno scontro diretto per il predominio di un gruppo in cui la Svezia è sembrata più in difficoltà. Ora per la Turchia invece si apre lo spettro retrocessione.

C’è tanto da riflettere per Lucescu e per il suo staff, dopo questo KO nella splendida cornice dello Stadio Fisht di Sochi. La Russia ha espresso un calcio attendista per buona parte della gara, apparendo però raramente in affanno contro i ragazzi della Milli Takım. Ma riavvolgiamo il nastro, cercando di comprendere da dove tutto è iniziato. In primis, ricordando lo 0-0 tra Svezia e Russia, un risultato che sembrava ideale per la Turchia, che con una vittoria a Sochi avrebbe potuto puntare al primato del gruppo. Questi erano i pensieri che giravano nel ritiro di Riva, la Coverciano turca, solo qualche giorno fa. Giorni che sembrano lontanissimi, adesso. I primi titoli mettono (di nuovo) sotto accusa Lucescu, reo di non aver infuso autostima a una squadra che sembra (di nuovo) aver perso la bussola. Agli osservatori più attenti, però, non possono non essere sfuggiti diversi dettagli all’interno del match.

Come nelle ultime uscite della squadra di Lucescu, il possesso palla è stato abbondantemente gestito dalla Turchia; il centrocampo a 3 in questo senso è risultato una scelta vincente, quantomeno per evitare di essere surclassati tatticamente come spesso accadeva durante la gestione Terim. Dopo pochi minuti, inoltre, il trio Çalhanoğlu-Tosun-Ünder si era già reso pericoloso dalle parti di Guilherme. Entrando nei dettagli: il milanista e Tosun, in un 2 contro uno, hanno la palla del possibile 1-0 dopo un incoraggiante avvio turco. Proprio Çalhanoğlu sbaglia un appoggio non impossibile per il compagno, dando inizio a una serata nel complesso storta, con il centravanti dell’Everton che, dal canto suo, s’è ritrovato spesso chiuso nella morsa difensiva russa. Meglio Ünder, che svaria spesso verso il centro; dal suo piede arriverà l’altra grande occasione del primo tempo, un sinistro da fuori respinto da Guilherme. In questa buona mole di gioco si è distinta chiaramente la coppia di destra (Zeki Celik-Cengiz Ünder), mentre a sinistra Çalhanoğlu ha risentito anche dell’assenza di Bayram, in panchina, a cui è stato preferito H.A. Kaldirim. Dettagli, che però possono fare la differenza. Come perdersi un totem dei calci piazzati, ben conosciuto in Turchia, come Roman Neustadter: suo il tocco dell’1-0, con la specialità della casa (spesso vista al Fener), un semplice tocco a porta vuota sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Nulla può il pur buon Sinan Bolat, una delle poche note liete di questi ultimi due mesi di Nazionale turca. Il portiere dell’Anversa e Serkan Kirintili del Konyaspor possono garantire a Lucescu (che verrà di nuovo messo sotto pressione nei prossimi giorni) un buon futuro.

Il resto è una fluidità di gioco senz’altro migliore del passato; già vista contro la Svezia, alla Turchia però è mancata la chiave proprio di quel match. Emre Akbaba, neo acquisto del Galatasaray e frizzante trequartista mancino, è ora infortunato. Si è sentita la mancanza della sua imprevedibilità e del suo estro. La Russia, dal canto suo, aveva Golovin in regia, come nei grandi giorni del suo Mondiale ospitato lo scorso giugno. Continua a volare sulle ali dell’autostima, così come un altro eroe dell’estate russa, Cheryshev, autore del 2-0 in un secondo tempo che per i turchi ha visto solo Çalhanoğlu in leggera ripresa. Il resto è ancora un cantiere: lavori in corso, sperando che prima o poi la squadra ritrovi un’autostima che sembra essersi di nuovo persa per strada.

NATIONS LEAGUE

CLASSIFICA GRUPPO B2

Russia 7
Turchia 3
Svezia 1

INCONTRI ANCORA DA DISPUTARE

17 novembre: Turchia-Svezia
20 novembre: Svezia-Russia

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