Fenerbahçe, attacco spuntato. L’esordio europeo è amaro…

Missione fallita. Per 69′ il Fenerbahçe di Philippe Cocu sfiora l’impresa, mantenendo la porta inviolata dagli assalti portoghesi. Franco Cervi, però, pesca il jolly dal mazzo e sposta il barometro qualificazione lato Benfica.

Il calcio, si sa, non è una scienza esatta. Non esiste una formula valida al 100% in tutte le occasioni ma, alcune regole base valgono la pena di essere rispettate. Noncurante della legge numero uno del manuale del calcio, ovvero “L’attacco è la miglior difesa”, il primo Fenerbahçe europeo di Philippe Cocu si presenta al Da Luz senza punta alcuna, schierando dal primo minuto un 4-2-3-1 senza centravanti, con Alter Potuk baluardo finale dei canarini contro la solida difesa delle aquile lusitane.

Reduce da quattro incontri amichevoli senza sconfitte, tra cui la vittoria 2-1 contro il Cagliari, il Fenerbahçe parte comunque bene, andando vicino al vantaggio con Giuliano prima (traversa sfiorata) e Valbuena poi. 35′ di buon calcio da parte dei vice-campioni di Turchia, poi il black-out offensivo.

Poco alla volta il Benfica prende il sopravvento, mostrando una condizione fisica nettamente superiore: se il primo tempo si chiude con i sospiri di sollievo di Volkan Demirel per lo scampato pericolo su Salvio e Ferreyra, la ripresa si rivela ben presto un monologo vermelho.

Un vero e proprio tiro al bersaglio, col capitano gialloblù sugli scudi con delle parate ravvicinate incredibili: Jardel, Salvio e Pizzi ci provano, scaldano le polveri, testano il terreno della porta turca senza trovare il gol e la chiave che possa sbloccare l’affaire qualificazione ai playoff.

Quando al 63′ Cocu decide di togliere anche l’ultimo sentore di attaccante in squadra, quel Mathieu Valbuena quasi scaricato dopo solo un anno, il baricentro del Fenerbahçe arretra ancora di più e il gol dei padroni di casa è questione di minuti.

Al 69′, infatti, Cervi decide che è arrivato il momento di fare la differenza e gioca il jolly che vale un grande vantaggio in vista del ritorno di mercoledì prossimo: conclusione ravvicinata all’interno dell’area sotto il corpo di Demirel, che nulla può in questo caso.

Lo spettacolo, nell’ultima parte del match, scema velocemente, senza che i canarini riescano ad avvicinarsi nemmeno lontanamente al pari.

Sarà difficile, di certo non impossibile, per il Fenerbahçe nel ritorno di mercoledì prossimo: basta poco per rimettere in piedi la qualificazione, se è vero che la sconfitta 1-0 in trasferta è il migliore dei risultati negativi. L’importante, però, sarà provarci: il Şükrü Saraçoğlu, però, dovrà essere veramente il dodicesimo uomo in campo.

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