Europa League, Fenerbahçe e Galatasaray fuori: è l’anno nero del calcio turco

Le avvisaglie c’erano già a inizio stagione, con le tante cessioni dei grandi club e il Basaksehir che ha snobbato i preliminari estivi di Europa League: il calcio turco è ufficialmente nella sua stagione più nera, con Fenerbahçe e Galatasaray che salutano anzitempo.

Data: 21 febbraio 2019. Sicuramente non è il momento più alto del calcio turco nel passato recente. Il ranking UEFA turco precipita verso il basso, con la nazione che ha approfittato negli anni delle crisi di Olanda, Grecia e Belgio per rosicchiare punti e salire nella classifica. Il sorpasso al Belgio era l’obiettivo di stagione, con la Turchia salita dal 12° al 9° posto in poche stagioni. Così però difficilmente accadrà: perché con le eliminazioni di Fenerbahçe e Galatasaray, ma soprattutto con le pessime stagioni europee di Besiktas (eliminato da Malmoe e Genk) e Basaksehir (fuori in estate contro il Burnley), il ranking nazionale cade ai minimi storici, se consideriamo l’annata 2018/2019. Giusto per fare un paragone, ricordiamo nel passato recente un Osmanlispor che superò tutte le fasi preliminari per uscire solo contro l’Olympiacos in febbraio. Un cammino dignitoso, che portò una valanga di punti ranking alla Turchia. In estate, invece, abbiamo assistito al Basaksehir che ha snobbato l’impegno Burnley e ora è primo in campionato. Cronache di provincialismo.

Ma com’è andata l’ultima notte di Fener e Gala in quest’Europa League? Chiaro che le due squadre arrivavano ai rispettivi appuntamenti con emozioni opposte. Il Fenerbahçe, in pieno rischio retrocessione, era reduce da un buon 1-0 in casa sullo Zenit; il Galatasaray, invece in piena corsa per il titolo, si era arreso in casa al Benfica, subendo anche 2 reti. Così le poche speranze di riscatto dell’intero calcio turco erano quasi tutte aggrappate al Fener, una squadra ricca di insicurezze e difetti, mai costante quest’anno e spesso autrice di errori marchiani. Dopo 4 minuti, così, Ozdoev, già aveva messo in chiaro che lo Zenit non era certo quello imballato dell’andata. 1-0 e palla al centro, tutto pari. Poi è arrivato il MVP del match, Sardar Azmoun, nuovo acquisto dei russi: partita sontuosa quella dell’iraniano, in grado di far subito la differenza con un colpo di testa imperioso (2-0) e di mettere più volte in difficoltà la coppia centrale Skrtel-Ciftpinar. Come un tuono, il 2-1 di Mehmet Topal arrivato con un gran siluro da fuori area pochi istanti prima dell’intervallo, ridà speranza ai Canarini e all’intera nazione. Durerà un bel po’, con il secondo tempo in gestione possesso palla da parte della squadra di Yanal. Topal dà, Topal toglie, però. Perché è proprio da una disattenzione clamorosa del #5 che arriva la doppietta di Azmoun, che con grande istinto del gol non molla il centrocampista del Fener in ripiegamento difensivo e lo beffa, piazzando la palla dietro un pur buon Harun Tekin. Finisce qui, il cammino dei Canarini, che salutano l’Europa per almeno una stagione.

Una partita molto più studiata, invece, è quella andata in scena all’Estadio da Luz tra Galatasaray e Benfica. I portoghesi sono spesso più pericolosi nel primo tempo, e impostano il match secondo il loro copione: è al Cimbom che servono due gol, sarà allora il cimbom a tenere il pallone e a cercare varchi. Una missione quasi impossibile, con un Diagne sorprendente in negativo per mancanza di idee e capacità di controllare palla e far salire una squadra con poche idee. Fatih Terim non riesce a trovare soluzioni, con il solo Feghouli a cercare qualche iniziativa personale con Henry Onyekuru spesso trovato in fuorigioco. Nella ripresa la musica non cambia, con il Benfica che fino al 75′ si accontenta dello 0-0, spingendo quando serviva, non forzando mai troppi uomini in avanti. Il Gala non riesce comunque ad approfittarne e si mostra insicuro e poco creativo a larghi tratti. Da Seferovic, passando per Pizzi e il gioiello Joao Félix sono tanti i giocatori benfiquistas a trovare occasioni pesanti nel corso del match. Un solo squillo per il Cimbom, all’85’: Diagne viene servito da Nagatomo e schiaccia di testa, con Akbaba (neo-entrato nel finale) lesto a mettere in rete con un tap-in. Fuorigioco secondo il guardalinee, ma il replay chiarisce che la posizione di Diagne è perfettamente regolare. Niente VAR in questa Europa League, ed è davvero un peccato: chissà cosa sarebbe potuto accadere, con una rete all’85’. Avrebbe sicuramente cambiato la partita. E forse avrebbe addirittura potuto aiutare a cancellare quella sensazione di diffusa amarezza tra i tifosi delle squadre turche, da stasera ancor meno protagonisti nell’Europa del calcio.

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