Europa League, 4° giornata: Valbuena trascina il Fenerbahçe, rimpianti per Beşiktaş e Akhisar

Torna a vincere il Fenerbahçe, e lo fa nel momento più importante: la scossa la dà Mathieu Valbuena contro l’Anderlecht in casa. È una vittoria che può cambiare le sorti europee del Fener, e arriva a una settimana dall’esonero di Phillip Cocu, con il vice Erwin Koeman al suo posto in panchina. Meno bene invece Beşiktaş e Akhisar, con quest’ultima squadra già eliminata.

L’Anderlecht, non in forma smagliante, non è forse l’avversario migliore per comprendere se questi 3 punti del Fenerbahçe siano solo un fuoco di paglia o qualcosa di più. Nei 90 minuti giocati a Istanbul, però, si sono viste delle incoraggianti premesse per un risveglio dei Canarini gialli, ora allenati da Erwin Koeman. Il vice dell’esonerato Phillip Cocu si è preso la squadra alla vigilia del derby intercontinentale contro il Galatasaray, e lo ha pareggiato in rimonta; ora un 2-0 vitale, per rilanciare le ambizioni di una squadra che ha ormai compromesso il proprio campionato ma che in Europa può ancora dire la sua. A segno Mathieu Valbuena, migliore in campo con gol (un suo cross, finito in rete dopo un suo classico dribbling in fascia) e assist per Frey, insperato bomber d’Europa di questo Fener ancora un po’ confuso e tramortito da un inizio di stagione difficile. Dall’altra parte, però, come già dicevamo in apertura, c’era un Anderlecht da zero tiri in porta. La qualificazione andava giocata contro di loro, d’accordo; però contro la lanciatissima Dinamo Zagabria servirà uno sforzo ulteriore per portare a casa 3 punti.

Serata amara per Beşiktaş e Akhisar, che a differenza del Fener non raccolgono secondo quanto espresso nel corso dei 90′. I bianconeri partono meglio contro un Genk che ha dominato a Istanbul, e passano in vantaggio dopo pochi minuti con Ricardo Quaresma. Per buona parte della prima frazione le Aquile gestiscono il possesso, con i belgi attivi in attacco solo negli ultimi 10′. La ripresa invece rivede il collettivo di Clement di nuovo protagonista in campo, fino alla fucilata di Berge all’87’, per un 1-1 arrivato comunque al primo tiro in porta dei giocatori in maglia blu. Tanto amaro in bocca per un BJK che resta ultimo nel suo gruppo e non sembra disfarsi dei tanti fantasmi nello spogliatoio.

In ogni caso è l’Akhisar a piangere le lacrime più amare della serata turca. I neroverdi, reduci da un 6-0 a Siviglia, ospitano i temuti avversari spagnoli con una sudditanza evidente fin dai primi attimi di gara. Promes fa quel che vuole, l’ex Man City Nolito piazza l’1-0 dopo 12′ e di nuovo su guizzo dell’ala olandese arriva il tocco finale di Muriel al 38′. 0-2 all’intervallo con dominio sevillista, e nessuno che avrebbe visto una rimonta degli akigolar all’orizzonte; tuttavia il calcio è imprevedibile e stavolta ci ha regalato una grande ripresa. Merito soprattutto di un Elvis Manu frizzante, che salta l’intera retroguardia del Siviglia nel pregevole 1-2 al 52′ per poi procurarsi un rigore 5 minuti dopo. Come nelle peggiori sliding doors (da segnalare infatti anche il cartellino rosso per Gómez, un’occasione non da poco per i padroni di casa) Vural sbaglia dal dischetto e la rimonta akigolar si arresta. L’ingresso di Onur Ayik però vivacizza di nuovo il match ed è lo stesso Ayik a segnare, di testa, il 2-2 al 78′. Il Siviglia torna a palleggiare dopo 35′ alle corde ed è lì che arriva, all’87’, il penalty della vittoria sevillista. Lo trasforma Banega, implacabile, per l’eliminazione dell’Akhisar dopo 0 punti in 4 gare. Questa partita, però, è valsa più di tutte le altre: per lo spirito messo in campo dalla squadra di Cihat Arslan, così simile, finalmente, alla compagine di Buruk che batté il Fenerbahçe a Diyarbakir nella finale di Coppa turca giusto qualche mese fa. In fondo, è iniziato tutto da lì.

GRUPPO D

Dinamo Zagabria 9*
Fenerbahçe 7
Spartak Trnava 3*
Anderlecht 1

GRUPPO I

Genk 7
Sarpsborg 5
Malmoe 5
Beşiktaş 4

GRUPPO J

Krasnodar 9
Siviglia 9
Standard 6
Akhisar 0

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